Spesso si acquista un libro perché attratti dal titolo, dall’autore, o perché consigliato da qualcuno, magari da una recensione letta anche di sfuggita. Più raramente succede di acquistarlo perché, sfogliatolo in libreria, abbiamo trovato nella bibliografia i nomi di cari amici.

È quello che è successo con Pisa nel medioevo. Potenza sul mare e motore di cultura, scritto da due studiosi, Michael Mitterauer già ordinario di storia sociale all’Università di Vienna e John Morrissey che insegna storia e lingua inglese.

I cari amici sono innanzitutto il compianto Marco Tangheroni, tra i più citati nel volume, Maria Luisa Ceccarelli  Lemut , Sandro Petrucci e Stefano Sodi. La loro presenza ha trasformato in amici anche gli autori del libro e la fiducia è stata ampiamente ripagata.  «Un libro così potevano scriverlo solo due stranieri»  è una frase che mi piace pensare detta dal prof. Marco Tangheroni, che era solito unire alla grande preparazione storico-culturale una vena di ironia tipica delle persone molto intelligenti, durante uno degli incontri che i due autori hanno avuto con i colleghi pisani. Ed è proprio vero, forse la lontananza dai luoghi che si raccontano e il non essere coinvolti, anche emotivamente, con la propria città, consente di vedere e descrivere la storia come nessuno aveva mai fatto.

Ecco allora una storia di Pisa che non si limita alla piazza dei Miracoli con la sua Torre Pendente, ma si «scopre» centro culturale, commerciale, artistico tra i più importanti del periodo che va dall’XI al XIII secolo. Ben più importante di Firenze che la supererà solo quando ne avrà ragione militarmente (anzi col tradimento) nel 1406.

Il sottotitolo del volume edito da Viella nel 2015 recita: «potenza sul mare e motore di cultura». È proprio sul motore di cultura che non ci si è mai soffermati abbastanza. Chiaramente i vincitori hanno sempre buon gioco e il ruolo di Firenze è diventato preponderante sulle altre città toscane. Ma Pisa, nel Medioevo, era un centro culturale, commerciale e artistico di prim’ordine. Nelle 297 pagine del volume, i due autori prendono in esame un aspetto abbastanza poco conosciuto: i nomi pisani. Onomastica che rispecchia «il vasto campo d’azione della grande città commerciale» e che «mostra molti collegamenti di renovatio e innovatio». Agli inizi del XIII secolo, ad esempio, a Pisa «circolano» i nomi augurativi in lingua volgare. «Pisano è il primo testo in volgare toscano, cioè il Conto navale pisano dell’inizio del XII secolo» . A Pisa nasce una storiografia cittadina praticata da scrittori laici centrata sull’elaborazione epica degli scontri con i nemici musulmani.

Un movimento di rinnovamento prende piede in anche riferimento alla figura di san Francesco d’Assisi che aveva visto illustri predecessori locali come Guglielmo di Malavalle, Galgano di Chiusdino, Alberto di Montalceto, ma soprattutto Ranieri Scacceri di Pisa, «il primo fra i grandi uomini di penitenza di questa regione». Uomo che porta quell’ideale di povertà in una città dove i ricchi armatori e i grandi mercanti si sentivano «padroni del mondo». Qualche cosa di simile vale anche per santa Bona di Pisa.

Ma Pisa, nel XII secolo, è anche centro di traduzione per i suoi contatti con Amalfi e Salerno, sedi importanti per la mediazione di testi arabi e greci. Tra gli altri arriveranno testi di medicina come il Liber pantegni che forniva un’esposizione della medicina greco-araba e Sulla natura dell’uomo di Nemesio di Emesa o ancora i trattati di Galeno ancora sconosciuti in occidente. Non solo medicina, anche agraria e diritto col recepimento del diritto romano utile per la regolamentazione del diritto marittimo e commerciale che non trovava aiuto in quello longobardo. Nel 1406, i fiorentini portarono via da Pisa, come bottino di guerra, «quel manoscritto del VI secolo, che nell’XI aveva costituito la base della ricezione del diritto romano a Pisa». Sottrazione che fu vista come segno di potenza infranta e che sancisce lo spostamento a Firenze sia del centro politico che culturale della Toscana.

Articolo comparso con qualche modifica su

Vita Nova-Toscana Oggi, 5 marzo 2017

http://www.toscanaoggi.it/Edizioni-locali/Pisa/Vita-Nova-8-Domenica-05-Marzo-2017#/6

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