Cattura

Martedì 9 agosto 2011 moriva Roberto Busa, SJ, un grande scienziato in tonaca, padre della linguistica informatica e grazie al quale scriviamo email e leggiamo addirittura questo testo.

Nato a Vicenza nel 1911, entrò in seminario a Belluno nel 1928 in compagnia di Albino Luciani, il futuro papa Giovanni Paolo I. Dal 1933 nella Compagnia di Gesù, fu ordinato sacerdote nel 1940, ma il suo desiderio di diventare missionario e recarsi nelle Indie fu subito bloccato dall’ordine di diventare professore e di filosofia: libera docenza su San Tommaso D’Aquino alla Gregoriana.

Gli fu ordinato di studiare San Tommaso, “il riassunto della civiltà cristiana”, come lo ha definito lui stesso, e lo ha fatto per tutta la vita. Si mise a lavorare su 20 milioni di parole, prima con le schede perforate, poi con i nastri magnetici coinvolgendo niente meno che Thomas Watson. Trovandosi negli Stati Uniti riuscì a contattare Watson, fondatore dell’Ibm e a convincerlo che avrebbe trasformato una macchina nata per computare, calcolare, il computer, in una macchina che avrebbe scritto e letto le parole.

Busa diventò così il pioniere dell’informatica linguistica e grazie al suo amore per San Tommaso applicò l’informatica al mondo delle parole.

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Nacque così l’ipertesto, quindici anni prima che T. Nelson coniasse il termine (1965) e l’Index Tomisticus che, secondo quanto scrisse lo stesso Busa per la Civiltà Cattolica (1974) divenne “il primo e indispensabile documento per lo studio scientifico del vocabolario tomistico. Per studio scientifico del vocabolario intendo l’analisi diretta – filologica o grammaticale o linguistica o lessicale, che dir si voglia – di tutta l’apparecchiatura espressiva. Si parte cioè dal presupposto che prima di occuparsi del pensiero di san Tommaso, di ciò che egli vuol dire, sia necessario anzitutto definire ciò con cui dice quanto dice. L’analisi lessicale deve precedere l’interpretazione filosofica. Ovvero, se preferite, prima di tradurre le opere di un autore, bisogna averne tradotto il vocabolario”.

A San Tommaso capitò di “essere il pioniere dell’impiego dell’automazione nell’elaborazione del linguaggio scritto” con “ l’inizio dell’era dell’alfabeto elettronico”.

P. Busa fondò il GIRCSE (Gruppo Interdisciplinare di Ricerche per la Computerizzazione dei Segni dell’Espressione) che adesso è diventato CIRCSE, un centro di ricerca pluri e interdisciplinare dell’Università Cattolica del S. Cuore di Milano che coinvolge numerose discipline: la linguistica computazionale, le scienze linguistiche e del linguaggio, la filosofia del linguaggio e i saperi pertinenti alle testualità indagate, al presente soprattutto di ambito filosofico, tutto nel solco dell’eredità di Busa, pioniere in questo settore della scienza

di Andrea Bartelloni, autore di Scienziati in tocana

Pubblicato in Libertà e Persona, 5 agosto 2016

Padre Roberto Busa, padre della linguistica informatica

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