Andrea Bartelloni

 

Il libro: Marco Respinti, Processo a Darwin. Piemme, pp. 192, €. 12,00

 

Nel panorama editoriale collegato al darwinismo e alle critiche che da più parti stanno accumulandosi, è appena uscito per i tipi dell’editore Piemme, Processo a Darwin (pp. 192, € 12,00) di Marco Respinti, giornalista, saggista, redattore de Il Domenicale e collaboratore di varie testate tra le quali Il Foglio, Tempi, Il Timone e Cristianità.
Come in ogni processo che si rispetti l’imputato, Charles Darwin (1809-1882), o meglio la teoria che con lui è diventata famosa, viene analizzata, vagliate le critiche, redatto un verdetto.
Il presidente della giuria è una persona comune, non è uno specialista, questo perché esistono dei temi che hanno implicazioni talmente vaste che esulano gli ambiti specialistici implicando sfere di natura etica, morale, filosofica e religiosa. Ecco pertanto che l’uomo comune ha il diritto, come nei temi di ambito bioetico, di informarsi su questioni come il senso dell’esistenza, l’origine della vita, il destino del mondo, che lo interessano da vicino e che sono suscettibili anche di deformazioni ideologiche.
Marco Respinti è un’uomo di questi, è “un curioso in materia”, come si definisce nella premessa, è uno che ha letto e studiato moltissimi libri e autori; la vastissima bibliografia e sitografia che chiude il volume ne è testimonianza e ha voluto dare al lettore “una sorta di vademecum anzitutto di problematiche”, e suggerire “un piccolo itinerario logico, un percorso di buonsenso, minimale e minimalista.”
Oggi la critica all’evoluzionismo darwiniano si avvale uno strumento in più, il prezioso trattato universitario appena edito da Gribaudi e redatto dai biologi tedeschi Reinhard Junker e Sigfried Scherer dal significativo titolo: Evoluzione. Un trattato critico. Certezza dei fatti e diversità delle interpretazioni.
Il processo di Respinti viaggia in parallelo col testo dei biologi tedeschi, ha un taglio divulgativo e giornalistico, alla portata di tutti, ma nello stesso tempo documentato su tutti gli aspetti più controversi, ma sono i primi capitoli che danno una impostazione originale alla discussione.
Il primo punto: liberarsi dall’illusione che la scienza sia neutrale, perché non sono neutrali il ricercatore che studia e il “pubblico a cui il ricercatore offre i propri studi” come pure non lo sono gli esiti delle ricerche i il loro impiego tecnologico.
Spesso le conoscenze scientifiche vengono manipolate e strumentalizzate “allo scopo di promuovere determinate visioni del mondo” travisando e a volte distorcendo i dati scientifici.
Ecco allora, secondo punto, cercare di capire quale sia il giusto metodo scientifico e con quello misurare le varie teorie tra le quali anche l’evoluzionismo. E questo è il centro del libro di Respinti dove non mancano capitoli dai titoli divertenti e curiosi: Fossile, perché non parli?; L’anello di congiunzione c’è: è una bufala; Uomini finti, frodi verissime; Heil Neandethal!
Capitoli che offrono oltre che una brillante vena ironica, delle precise basi scientifiche sulle quali iniziare a porsi dei seri dubbi su quanto sentiamo dire ovunque: dai libri di scuola, alla pubblicità, alle trasmissioni televisive ai periodici più o meno impegnati.
Infine, il verdetto: “l’ipotesi evoluzionistica è completamente destituita di fondamento giacché non regge proprio sul piano su cui lancia la propria sfida a ipotesi diverse circa la nascita e lo sviluppo della vita sulla Terra” e, oltre tutto, “ha ritenuto di porsi come verità di tipo scientifico” sull’andamento del mondo e della vita uscendone sconfitta. E lo dimostra il fatto che sempre da più parti si sentono espressioni del tipo “credere all’evoluzionismo”, ma una verità scientifica non la si crede, la si constata.
Il volume si conclude affrontando l’ipotesi del “progetto intelligente”, come viene tradotto dall’inglese “Intelligent Design”, che “propone (…) un metodo scientifico d’indagine per scoprire, in maniera rigorosa e matematica, se esistano o no segni d’intelligenza nelle cose”.

 

Pubblicato su Il Corriere del Sud n. 1/2008

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