“Non abbiamo il diritto di fare tutto quello che, moralmente o legalmente, siamo liberi di fare”, un diritto vero “è una libertà non riprovevole”. È questo il pensiero che sta alla base del saggio di Leon Richard Kass, finalmente tradotto in italiano e pubblicato dall’editrice Lindau, l’autore è uno dei più interessanti e distaccati esperti in bioetica degli Stati Uniti che da più di 30 anni si interessa di temi etici e filosofici che riguardano i più recenti progressi in campo biomedico.

Membro del President’s Council on Bioethics voluto da Gorge W, Bush, del quale è stato presidente, dal 2001 al 2005, è dottore in Biologia e Medicina e professore all’Università di Chicago. Si è occupato di temi alla ribalta del dibattito sulla bioetica: il significato della salute e della pratica medica, la professione del medico e i suoi rapporti col paziente e in particolare modo, da Presidente del Council on Bioethics, di clonazione umana assumendo una posizione nettamente contraria a questa pratica. Posizione che ha influenzato le decisioni dell’amministrazione Bush.

Scienziato di grande spessore che ha la capacità di esporre in modo semplice e immediato pensieri fondati su una corretta filosofia naturale senza giri di parole; come quando stigmatizza la pratica della bioetica odierna fondata esclusivamente su chiacchere e sempre più distante dalle vere necessità della persona malata. Le riflessioni di Kass si riferiscono alla realtà statunitense, ma sono facilmente sovrapponibili ai nostri problemi. Basti pensare a quanto si sta dibattendo a proposito del testamento biologico, vera e propria anticamera dell’eutanasia. Kass, descrive l’esperienza del suo paese sul diritto a togliersi la vita e afferma che questo diritto non esiste, esiste al massimo la liberta di togliersela. Se questo diritto dovesse affermarsi “la nostra società subirà un radicale cambiamento” il potere di dare la morte si estenderà a chiunque e la “fedeltà della professione medica ai precetti della guarigione e del rifiuto di uccidere (…) ne uscirà distrutta per sempre, e con essa la fiducia del paziente”.

Tra le sfide etiche della biotecnologia vengono prese in esame la tecnologia genetica, la clonazione

che tenderebbe a spersonalizzare la procreazione umana e, a questo proposito, ha sottolineato l’ambiguità linguistica del termine produzione che tende a sostituire quello di procreazione.

Non mancano nel volume approfondimenti sulle sfide più moderne: la fecondazione in vitro, le cellule staminali, i trapianti d’organo, con un’esposizione chiara sulle biotecnologie che ci accompagneranno nel XXI secolo e non si discutono i risultati positivi di queste conquiste.

La profondità del pensiero del biologo traspare anche dalla stigmatizzazione del credo evoluzionista: “Com’è possibile difendere una visione umanistica della vita o della bontà umana di fronte alla convinzione (…) che l’uomo non è altro che un insieme di molecole, un accidente sulla strada dell’evoluzione, un barlume insignificante di intelligenza, sostanzialmente non dissimile dagli altri esseri, viventi e non?”. La biologia moderna viene definita non solo materialista, ma anche meccanicistica e priva di qualsiasi riferimento teleologico, ossia agli scopi e alle intenzionalità della natura stessa.

Gli scenari descritti sono inquietanti e inquietano “le analogie tra il mondo immaginario di Huxley e il nostro (…) soprattutto perché le nostre tecnologie in fatto di bioingegneria e ingegneria psichica stanno ancora muovendo i primi passi”. Ma c’è di più. Quello che più preoccupa Kass sono i “cambiamenti culturali che la tecnologia ha già prodotto tra noi”: nel romanzo di Huxley è lo stato mondiale che si impone dall’esterno in modo tirannico, nella nostra società contemporanea, invece, attraverso “l’imperativo tecnologico, la società liberale democratica, l’umanitarismo compassionevole, il pluralismo etico, il libero mercato (…) ci avvieremo verso il mondo nuovo anche da soli, senza neppure aver deciso consapevolmente di farlo. In caso non l’aveste notato, il treno ha già lasciato la stazione e sta acquistando velocità, anche se in apparenza non c’è nessuno alla sua guida”.

Leon R. Kass, La sfida della bioetica. La vita, la libertà e la difesa della dignità umana, Lindau, 2007, pagg.: 436, € 32,00

Andrea Bartelloni

Il Corriere del sud on line, 17/1/2009

 

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