“Non è mai leggera: ricadute sociali e giuridiche della controriforma della legge sulle droghe” E’ il titolo del convegno tenutosi il 26 maggio scorso al Polo Universitario “Le Piagge” organizzato da “Scienza e Vita” di Pisa e Livorno con la collaborazione dei Giuristi Cattolici e del Centro Studi “Rosario Livatino”. Sono intervenuti il Dott. Alessandro Crini, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pisa, il Sostituto Procuratore Dott. Sisto Restuccia, il Dott. Andrea Bartelloni, medico, e il Dott. Alfredo Mantovano magistrato, vicepresidente nazionale del Centro Studi Livatino. Moderatore l’Avv. Pino Toscano del foro di Pisa.

Sono stati illustrati, dal dottor Bartelloni, gli allarmanti dati relativi alla crescente diffusione tra i giovani in età scolastica delle dipendenze dal fumo (lo “spinello”) di hashish e marijuana, prodotti dalla cannabis (canapa indiana), falsamente ritenute, nella mentalità corrente,“droghe leggere”. In realtà, ha spiegato il medico, droghe “leggere” non ne esistono poiché il principio attivo della cannabis (il Delta-9-tetraidrocannabinolo o Thc) è una sostanza altamente tossica, allucinogena e cancerogena, che dà dipendenza, provoca sindromi di apatia, demotivazione, indifferenza affettiva, disinteresse per il futuro e per i rapporti sociali, perdita di concentrazione e di memoria, irritabilità, psicosi, perdita di coordinamento motorio, disinibizione, indebolimento del sistema immunitario, riduce quoziente intellettivo… E’ il principale responsabile delle stragi del sabato sera (cfr: audizione Prof. Giovanni Serpelloni alla Camera dei deputati; http://www.camera.it/temiap/2014/04/03/OCD177-67.pdf).

Tale principio, grazie ai moderni trattamenti, è presente nelle “canne” di ultima generazione (la cd. “skunk”) in percentuale fino a 25 volte superiore a quella che si trovava nel “tradizionale” spinello (ritenuto comunque altamente tossico per gli effetti sopra detti), tanto da far fare all’autorevole quotidiano inglese The Indipendent, da sempre favorevole alla liberalizzazione, una clamorosa marcia indietro: “Cannabis ci scusiamo”, titolava l’edizione del 18.03.2007.

I Procuratori della Repubblica hanno messo in evidenza che Pisa è un centro nevralgico per l’arrivo, lo smistamento e lo spaccio di tutti i tipi di droga, favorita dalla sua posizione strategica e da una rete di distribuzione che si serve anche di manovalanza di immigrati irregolari.

Il dott. Mantovano (che ha pubblicato di recente il libro: “Libertà dalla droga” scritto assieme a Giovanni Serpelloni e Massimo Introvigne) ha confutato i luoghi comuni sul tema: 1) “vi sono droghe buone e droghe cattive”; del tutto falso come dimostrano i descritti effetti della cannabis; 2) “ognuno è arbitro della propria salute”; ma allora come si giustifica l’obbligo, da tutti condiviso, di portare il casco in moto? La salute delle persone è anche un bene della collettività (art. 32 Cost.); 3) “anche l’alcool fa male eppure è commercializzato”; ma un conto è l’uso e un altro l’abuso di alcolici, mentre per la droga la distinzione non vale poiché il semplice uso altera l’equilibrio psico-fisico e provoca presto dipendenza; 4) “legalizzare sottrarrebbe il mercato alla criminalità”; in realtà questa si porrebbe subito oltre le soglie di legge (droghe non legalizzabili e pubblico minorile); 5) “lo stato incasserebbe le tasse su un mercato finora sommerso”; in realtà, come detto, esso resterebbe e comunque i prevedibili maggiori consumi aumenterebbero i costi sociali.

Il magistrato ha rilevato, poi, come il D.L. n. 36/2014 (che ha reintrodotto l’antiscientifica distinzione tra droghe leggere e pesanti, nonché il criterio dell’ uso personale al posto della oggettiva quantità di droga posseduta, così facendo un favore agli spacciatori, ed ha eliminato l’arresto in flagranza riducendo le sanzioni) abbia già manifestato ricadute negative (aumento della diffusione e abbassamento dell’età dei consumatori).

Nell’orizzonte normativo prossimo, poi, vi è una proposta (trasversale) di legge che vorrebbe liberalizzare tout court la cannabis per uso “ricreativo” (le note “sale del fumo”) alla maniera dei paesi nordici che però, dopo averne sperimentato gli effetti devastanti su un’intera generazione, stanno rapidamente facendo retromarcia. Ma, è risaputo, l’ideologia sessantottina oggi al potere è dura a morire e si rifiuta di fare i conti con la realtà.

Aldo Ciappi

Toscana Oggi – Vita Nova, 5 giugno 2016

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